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Motociclismo 25/03/2026 16:34

MotoGP, intervista a Carlo Pernat: “Bezzecchi è l’unico rivale di Marquez”

GENOVA – Il motomondiale di quest’anno porta con sé una novità che non è prettamente sportiva, ma peserà eccome nell’ambiente. Carlo Pernat, il manager più importante che il motociclismo abbia mai avuto, non era all’aeroporto Cristoforo Colombo per imbarcarsi verso Bangkok e poi raggiungere la Thailandia, sede del primo GP della stagione. A 78 anni, compiuti il 12 febbraio scorso, Carletto ha deciso di prendere le cose con più calma: andrà alle gare quando e se ne avrà voglia. Dal 1979, quando il gruppo Piaggio lo incaricò di seguire la Gilera nel motocross, Pernat è nel paddock. Conosce tutti, sa fare tutto, e come direttore sportivo o manager ha collezionato più di 20 titoli iridati, seguendo piloti come Mamola, Gramigni, Biaggi, Harada, Capirossi, Rossi, Simoncelli, Iannone e Bastianini. Ha anche scritto con il giornalista Massimo Calandri il libro “Belìn che paddock” (Mondadori), che oltre ad essere una specie di manuale sul come si lavora nel marketing sportivo è anche parecchio divertente.

 

Cambio d’epoca: addio vecchi metodi Dorna

 

Pernat, questa è l’ultima stagione che sarà gestita secondo i classici metodi del motociclismo targato Dorna. Cosa cambierà con Liberty Media?

«Ci aspetta un cambio epocale la prossima stagione, non tanto per la cilindrata, da 1000 a 850cc, quanto per il taglio a elettronica e aerodinamica. Le moto saranno più selvagge: il pilota tornerà a contare davvero, almeno per il 40%, mentre oggi vale solo il 20%. Liberty Media vuole equilibrio e spettacolo. Sorpassi».

Una bella notizia?

«Il problema è che nessuno sa chi saprà adattarsi prima. Il mercato ha fatto saltare il banco: Bagnaia lascerà Ducati, rinunciando a 5-6 milioni di ingaggio per accettare la metà con una moto vincente, sostituendo Martin. Quartararo, che negli ultimi anni non ha vinto nulla ma ha fatto cassa, firmerà con Honda. Acosta sostituirà Pecco nel team rosso ufficiale, con un contratto da almeno due milioni l’anno. Marc Marquez rimane a Borgo Panigale, ma dopo l’ennesimo infortunio non ha voluto impegnarsi oltre il 2027. Alex Marquez passerà in KTM: con Gresini prendeva meno di 1 milione, gli austriaci gli offriranno più del doppio».

 

2026 un anno di transizione

 

«Questo 2026 sarà soprattutto un anno di transizione. Le Case lavorano sulle moto del futuro, ma non potranno provarle con i piloti attuali, perché sono già in uscita».

Ducati è ancora la più forte?

«Deve guardarsi da Aprilia, in grande crescita. Ma il favorito resta Marc Marquez. Dopo quattro anni di inferno è tornato e ha vinto il mondiale 2025. Nessun altro atleta, in nessun altro sport, ha fatto ciò che ha fatto lui. Pazzesco. Però comincia a dubitare dopo il nuovo infortunio. Quest’anno il suo più grande rivale sarà Bezzecchi».

Bezzecchi che ha già vinto i primi due GP.

«Ha talento, sa fare squadra e non teme Marquez. Probabilmente è l’unico italiano – insieme a Marc, Quartararo e Acosta – in grado di domare le moto selvagge del prossimo anno».

E Bagnaia?

«Ha fatto bene a scegliere Aprilia. Si è sbloccato psicologicamente, come ha dichiarato a Madonna di Campiglio. Nel box rosso non dovrà più convivere con Marquez e potrà puntare al titolo. Anche Alex Marquez ha la Ducati GP26 ufficiale con un grande team intorno».

 

MotoGP in Italia: l’effetto Valentino è finito

 

«L’interesse nazionale è calato perché Valentino, con carisma e successi, ha drogato questo sport per vent’anni. Marco Simoncelli, suo naturale erede, ci ha lasciato il 23 ottobre 2011 a Sepang. Senza di loro, resta uno zoccolo duro di appassionati. Ma Aprilia e Bezzecchi stanno riportando entusiasmo, soprattutto quando tiferemo per la coppia Bezzecchi-Bagnaia».

 

Stefano Bergonzini

Stefano Bergonzini
direttore responsabile

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